SIAMO D’ACCORDO CON LE CONCLUSIONI DELL’INCHIESTA DI “ ALTROCONSUMO “ SUGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE DOMESTICA,
MA!!!……
In relazione all’inchiesta “ impianti di depurazione domestica “, promossa dall’Associazione dei Consumatori “ Altroconsumo “ e apparsa sul numero 205 della rivista “ Altroconsumo “ del giugno 2007, Giacomino Tavanti, Presidente di “Assonaturizzatori “, Associazione di cui SIDEA ITALIA è capofila, e che raggruppa Aziende che operano con ruoli diversi nel comparto del trattamento dell’acqua ad uso alimentare, con apparecchiature denominate “ Naturizzatori “, precisa quanto segue:
Ritengo che “Altroconsumo” abbia ragione e che sicuramente dica il vero quando afferma che il trattamento dell’acqua potabile tramite apparecchiature ad “ osmosi inversa “ sia una scelta da sconsigliare.
Almeno per le tre ragioni esposte :
° Perché un’acqua troppo dolce è povera di sali minerali, importanti e necessari per il benessere dell’organismo umano;
° Non fa bene all’Ambiente perché per avere 1 litro di acqua filtrata, se ne sprecano 3 di acqua del rubinetto;
° Se la manutenzione degli impianti non è più che efficiente, i filtri possono tramutarsi in un ricettacolo di batteri.
L’inchiesta ed i suoi risultati sono un coro di conferme a quanto sostenuto da sempre da “Assonaturizzatori” nel corso di anni di attività.
Va precisato però che quanto rilevato da “Altroconsumo”, NON HA NULLA A CHE VEDERE CON IL SITEMA DI TRATTAMENTO dell “ ACQUA NATURIZZATA”, che è appunto quello brevettato da SIDEA Italia, e che è nata avendo la precisa funzione di trattamento e miglioramento dell’acqua potabile, come specificato nella relativa approvazione del Ministero della Salute.
Infatti il sistema di trattamento “ Acqua Naturizzata “, ottenuto con apparecchiature composite – i Naturizzatori – approvate dal Ministero della Sanità n° 400.4/18.10°/45 del 18/10/1993, grazie alla sua eccezionale capacità di disinfezione, realizza i seguenti obiettivi:
° Migliora sotto il profilo organolettico, chimico, fisico, batteriologico l’acqua potabile dell’Acquedotto;
° Elimina i cattivi odori e sapori;
° Riduce le impurità chimiche e solide, quest’ultime spesso presenti nelle parti di tubature vecchie e spesso obsolete che vanno dal contatore al rubinetto;
° Garantisce l’eliminazione di virus e batteri;
° Eroga un’acqua perfettamente pulita, non conservata;
° Rispetta davvero l’Ambiente perché per il trattamento non spreca nemmeno una goccia d’acqua;
° Garantisce una sicurezza assoluta, resa possibile sia da una manutenzione capillare, sia dal fatto che tutte le apparecchiature che attualmente escono dalla fabbrica di Molino del Piano dispongono di un particolare dispositivo elettronico, denominato C.A.E.M. che alla scadenza dei tempi di manutenzione, o all’insorgere di qualsiasi anomalia elettrica che ne pregiudichi il funzionamento, blocca automaticamente l’erogazione dell’acqua ed impone l’intervento di un tecnico specializzato.
° Richiede inoltre ingombri davvero ridotti.
Da questo alto livello di Qualità conquistata deriva la crescente richiesta di Acqua Naturizzata in tutta Italia, da parte di migliaia di Famiglie, Aziende, Uffici, Ristoranti, Scuole, Asili Nido, Pubbliche Amministrazioni e Comunità.
E sempre da significativi e sperimentati livelli di Affidabilità aziendale ( ISO 9001; ISO 14001; EMAS ) e di Innovazione tecnologica ( Brevetto Internazionale n° 01258179 e Patent Pending PCT/IT2004/000346 ) deriva il plebiscitario consenso e la piena soddisfazione dei Clienti di Acqua Naturizzata ( oltre il 95% ha risposto positivamente ad un sondaggio di inchiesta aziendale ).
In conclusione – asserisce Tavanti – siamo perfettamente in linea con le valutazioni fatte da “ Altroconsumo “ circa le apparecchiature ad “ Osmosi Inversa “; ma sarebbe bene, al fine di non ingenerare confusione o ingiustificati turbamenti sui Consumatori, non usare il termine generico di “ DEPURATORI “ che inevitabilmente porta a fare di tutta l’erba un fascio, bensì specificare in modo chiaro – come indicato con precisione dal D.L. 443/90 – a quale tipologia di trattamento si fa esattamente riferimento, in modo da orientare il Cittadino nelle sue scelte. Inoltre non vogliamo che “ ACQUA NATURIZZATA “ possa essere confusa con altri tipi di acque.
S.I.D.E.A ITALIA SRL
Il presidente
Giacomino Tavanti
NEL NUMERO
173 DELLA RIVISTA “ALTROCONSUMO”, A PAG. 10-13, E’
APPARSO UN ARTICOLO INTITOLATO “PAGARE
PER L’ACQUA SPORCA” E PERCHE’, A NOSTRO AVVISO, L’ARTICOLO E’ FORTEMENTE
SCORRETTO E CENSURABILE, L’ASSONATURIZZATORI HA RITENUTO OPPORTUNO INTERVENIRE SCRIVENDO AL
RESPONSABILE DELLA RIVISTA:
Spett.le
Altroconsumo
alla c.a. del Direttore
Responsabile
Molino del Piano, 12 luglio 2004
OGGETTO:
osservazioni sull’articolo comparso su “Altroconsumo”
n. 173 pag. 10-13 “Pagare per l’acqua sporca”
Siamo
molto meravigliati dall’approccio che la Sua rivista ha avuto in merito al servizio di cui
all’oggetto. Altroconsumo ha avuto, in altre
occasioni, un orientamento verso una corretta impostazione tecnico-scientifica.
Poiché, fra i nomi da Voi riportati, vi è quello di uno dei nostri più
importanti associati, la Sidea Italia, che è
riconosciuta, data l’esperienza venticinquennale, fra
le più attente e serie del settore, riteniamo doveroso interessarci e farVi presente le gravi inesattezze e approssimazioni del
servizio, da noi riscontrate.
Vogliamo prescindere da
come è stato
eseguito il test, il prelievo dell’acqua ecc. ma, intanto, vogliamo
evidenziare come per alcuni parametri non si forniscono i valori ma si riporta
un giudizio (da ottimo a pessimo) che nulla ha da spartire con metodi
tecnico-scientifici.
Per le cariche
microbiche per esempio non sono stati
riportati i valori analitici rilevati; al di là della scorrettezza scientifica dell’approccio, il
fatto rende difficile articolare argomentazioni esplicative. Si possono però
riportare alcune argomentazioni generali:
- l’equivalenza,
proposta dall’articolo, cariche batteriche = problemi igienici è, a nostro
avviso, assolutamente errata, a maggior ragione se applicata alle acque.
L’aumento progressivo della carica microbica saprofitaria
nelle acque, dal momento in cui sono private di
un eventuale sistema di protezione antimicrobica (es. clorazione) è da
considerare del tutto fisiologico e certamente non dannoso. Questo
aumento avviene, in tutti i tipi di acqua, sia in
quelle condottate, sia in quelle minerali
imbottigliate, per queste ultime il fenomeno è stato ampiamente studiato e
da questi studi sono scaturite
norme e regolamenti ufficiali, ad esempio la Circolare del Ministero della
Sanità n. 17 del 13/09/91 che al punto C2 “Giudizio di accettabilità
microbiologica” riporta:
“…..la carica microbica saprofitaria dell’acqua
minerale presenta ampi ed inevitabili variazioni…non è quindi possibile
stabilire limiti rigidi per tali parametri, pur tenendo conto che, in linea di
massima, i valori più elevati raggiungono livelli di 10.000 cellule microbiche
per ml…nel caso che vengano riscontrati
valori di carica microbica superiori a
quelli sopra indicati, dovranno essere
eseguiti ulteriori accertamenti sia sul prodotto imbottigliato che alla fonte, prima di
esprimere il giudizio di non accettabilità, che non potrà comunque basarsi che
sui parametri di cui al successivo punto C.2.3 (cioè Coliformi, Streptococco fecale, Pseudomonas,
Staphylococcus, Clostridi
ecc.)…”
Anche per le acque per uso potabile il D. Lgs. 31/01 (citato nell’articolo come principale fonte
normativa) tiene evidentemente conto di questo orientamento
e introduce importanti novità rispetto alla norma precedente (DPR 236/88).
Laddove infatti la norma del
1988 indicava, per il parametro “carica
microbica a 22°C” un valore guida di 100 UFC/ml, la nuova norma, recepimento di Direttive CE riporta, come ‘valore di parametro’ la dizione “senza
variazioni anomale”.
Da tutto ciò si conferma:
a.
esistono norme di legge che considerano accettabili,
fisiologici e “inevitabili” (Circolare MinSan
N. 17 del 13/09/1991) valori di carica microbica anche di molto superiori a
10.000 UFC/ml.
b. Il parametro in questione non può quindi essere
collegato a valutazioni negative di tipo igienico – sanitario.
c.
Tenuto conto che
il D. Lgs. 31/01 riporta, come valore di parametro la
dizione “senza variazioni anomale”, è
ovvio che per valutarlo correttamente occorrerebbe più di una
osservazione analitica, per effettuare appunto dei confronti ed accertare l’esistenza o meno
di “variazioni” sullo stesso punto di
prelievo (per inciso, la valutazione se una eventuale debba essere considerata ”anomala” dovrebbe comunque spettare
esclusivamente all’autorità sanitaria).
- NITRATI
anche in questo caso non vengono forniti valori
analitici e ciò è particolarmente scorretto perché è proprio sulla
quantità che si giocano le valutazioni tecnico-scientifiche. Infatti, per legge. nelle
acque potabili, il valore di parametro per nitrati è di 50 mg/l. L’affermazione, quindi, che un aumento
di nitrati nell’acqua senza però raggiungere il valore di 50 mg/l sarebbe pericoloso per la salute, ci sembra
insostenibile.
È vero che alte concentrazioni di nitrati possono
essere dannose, ma non è certo questo il caso e, ricordiamo, che i nitrati sono
consentiti universalmente come “additivi
alimentari” fino ad una concentrazione di 250 mg/kg. Nitrati in quantità superiore sono nella
lattuga fresca (4500 mg/kg) come negli spinaci (3500 mg/kg).
Rimaniamo sconcertati
anche dal fatto che il giudizio sulle voci da Voi prese in esame che
raggruppano dei “mediocre” e degli
“ottimo” diventa giudizio finale
“pessimo”.
Come mai altri aspetti importanti e positivi
come il gusto (aspetto organolettico) il cloro residuo, i trialometani,
i pesticidi, i tensioattivi di cui spesso vengono riscontrate tracce nell’acqua
potabile non vengono esaminati?
In pratica dare un giudizio negativo, per la sola
carica microbica, che, come abbiamo visto, è comunque
presente spesso in maniera più elevata nelle bottiglie dell’acqua minerale, ci
sembra irragionevole e scorretto.
Non abbiamo accennato alla Pseudomonas
aeruginosa in quanto non
riguarda il nostro associato.
Poiché non ci è mai
stato possibile avere un incontro con Voi, cogliamo l’occasione per invitarVi a
contattarci onde poter approfondire il tema e possiate disporre di
un’informazione completa. Speriamo vengano così
dissipati tutti i dubbi e le inesattezze che, ad oggi, non permettono una
corretta informazione per i consumatori, i quali anziché essere eruditi
rischiano di essere trascinati in errore. Dal canto nostro ribadiamo
che l’acqua Naturizzata®, prodotta dalle
apparecchiature fornite dai nostri associati, è certamente un’acqua sicura, un
prodotto fresco, non conservato, che tutti possono bere con la più assoluta
tranquillità.
Distinti saluti.
Assonaturizzatori
Il Presidente Nazionale
Giacomino Tavanti
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